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    Da Milano la prima collezione di moda creata con un ‘Intelligenza Artificiale’

    Elaborata da uno smartphone ‘istruito’ da un team di sviluppatori italiani

    di redazione open innovation | 16 mag 2019

C’erano una volta, anzi per la verità ci sono ancora. Il gusto italiano della moda e il genio italico della tecnologia si sono incontrati in passerella. Un’azienda italiana è andata oltre il prêt-à-porter, l’haute couture, il cool di tendenza, tipici elementi del prodotto finale sartoriale. Grazie a questa stretta collaborazione, la favola e le luci sfavillanti delle passerelle oggi si arricchiscono di un qualcosa in più. Di inedito. Di accattivante. Di italiano soprattutto. Ovvero abiti nati (in parte) nella mente di uno smartphone.

L’intelligenza artificiale (AI) ha infatti disegnato una collezione di moda arrivata in passerella a Milano a inizio maggio, frutto della sinergia rielaborazione di una stilista. Gli outfit creati anche grazie a uno smartphone - il P30 Pro di Huawei - sono stati i protagonisti di una sfilata milanese, che ha celebrato la prima linea di moda frutto della collaborazione tra la tecnologia e l’estro creativo umano.

Una sartoria ‘virtuale’

“Fashion Flair” è infatti un progetto sperimentale e ha visto Huawei lavorare assieme a un team di sviluppatori italiani, che hanno usato la doppia unità di calcolo neurale presente negli smartphone top di gamma del brand asiatico. Un lavoro di ‘sartoria virtuale’, che ha consentito agli sviluppatori italiani di allenare l’intelligenza artificiale mostrandole 30 mila immagini rappresentative delle sfilate di moda più iconiche degli ultimi cento anni.

Ne è nata un'applicazione in grado di disegnare abiti inediti in base alle preferenze dell’utente, il quale può scegliere colori, volumi, lunghezze e texture ottenendo lo spunto creativo per un capo.

In pratica, la direttrice creativa del brand milanese promotore dell’evento ha impostato una serie di input e filtri, elaborati poi dall’Intelligenza Artificiale creando una propria proposta. Questa è stata a sua volta completata dalla creatività della designer.

Il risultato sono i 20 outfit della collezione Annakiki per Huawei, visti appunto in passerella. “Perché non lasciarsi contaminare da ciò che può fare una macchina e incorporare la proposta dell’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo che porta alla definizione di un look? - ha osservato Anna Yang, direttrice creativa di Annakiki -. Questa capsule collection è solo un esempio di ciò che sarà possibile realizzare in futuro”.

I precedenti

Per Huawei non è il primo esperimento creativo con protagonista gli smartphone. A febbraio l’AI del Mate 20 Pro ha completato la Sinfonia No. 8 in Si minore di Schubert, conosciuta come l’Incompiuta, insieme al compositore Lucas Cantor, e nel novembre scorso ha trasformato il canto d’amore delle megattere in una melodia comprensibile all’orecchio umano.

 

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