Il territorio lombardo primeggia in Italia e nella Ue per il maggior numero di esperienze e casi virtuosi di remanufacturing

È la Lombardia a guidare la cordata italiana ed europea dell’economia circolare. Secondo la piattaforma web “Atlante dell’economia circolare” sarebbe la regione italiana con il maggior numero di esperienze di trasformazione degli scarti in materie prime secondarie e di riduzione degli sprechi. Per la precisione, il 21% degli esempi virtuosi mappati sono stati realizzati nel territorio lombardo - seguono Lazio col 15%, Toscana col 12% ed Emilia-Romagna e Veneto col 7% - mentre Milano, con 12 casi degni di nota, figura al secondo posto nella classifica delle province più meritevoli, preceduta da Roma con 15 casi.

Il riciclo interessa diversi settori: si va dalla semplice riduzione degli sprechi alimentari alla produzione di abiti e gioielli con materiali riciclati (anche organici), dalla bioedilizia al design: la parola d’ordine è sempre riutilizzare, grazie alla capacità di immaginare usi diversi da quelli consueti.

Sarà anche per queste esperienze che la Lombardia è una delle regioni europee scelte dalla Commissione per la realizzazione di progetti ad alto tasso di innovazione, in partenariato con altre regioni comunitarie, attraverso il supporto dei Fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr). È infatti capofila di uno degli otto partenariati interregionali selezionati da Bruxelles e con un gruppo di altre sette regioni ha manifestato interesse a sviluppare innovazioni nel settore dell’economia circolare, in particolare nel re-manufacturing con materiali riciclati.

Un partenariato coordinato dal cluster tecnologico Afil (Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia), nato e sviluppato nell’ambito di 'Vanguard Iniziative', rete di oltre 30 Regioni europee che promuove progetti pilota nei settori delle tecnologie avanzate.

A rappresentare l’Italia anche la Toscana, che con altre 21 regioni e con l’Estonia si è proposta per lo sviluppo di soluzioni nell’agricoltura hitech, e l’Emilia-Romagna, che con l’Andalusia guiderà il gruppo di 9 regioni per progetti innovativi sulla tracciabilità e i big data nell’agroalimentare. Le altre cordate si occuperanno di costruzioni sostenibili, cybersicurezza, energia rinnovabile marina, stampa 3D e bioeconomia.

Ai partenariati la Commissione europea ha messo a disposizione dei gruppi di esperti, e consulenze esterne per un valore massimo di 200 mila euro per attività specifiche di commercializzazione. I lavori, in fase di inizio nel corso di gennaio 2018, proseguiranno per tutto il 2019 e hanno l’obiettivo di rendere le regioni europee più competitive e di sviluppare la Smart Specialisation Strategy.

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