Un nuovo modo di applicare la tecnica del crowdfunding: una piattaforma online per investire nel mattone

 

Il crowdfunding è diventato uno dei più grandi strumenti di finanza “alternativa”. È un concetto fondato sulla condivisione (“crowd” in inglese significa “folla”) e si sta associando sempre più a nuovi e innovativi settori. Tra questi c’è il real estate: secondo le stime, il mercato del crowdfunding real estate dovrebbe aumentare, nel 2017, del 150% rispetto all’anno scorso, raggiungendo 2,7 miliardi di euro.

In Italia, nell’ultimo periodo, il mattone ha ripreso a salire: nei primi 6 mesi del 2017, ha raccolto 5 miliardi di euro con un aumento considerevole degli investitori, che sono passati dai 747 dell’intero 2016 a 1457 (per l’80% si tratta di capitale estero).

Assieme al mercato sembra crescere anche la volontà di innescare processi innovativi per uscire da logiche di business non più adeguate: nel mondo sono circa 800 le startup del settore e il loro fatturato complessivo arriva a 6 miliardi di euro. E uno degli strumenti impiegati per rendere più efficiente il processo di compravendita e valorizzazione degli immobili è proprio il crowdfunding.

Un esempio concreto in questa direzione arriva dalla Spagna dove, nel 2015, è nata una piattaforma online – “Housers”, autorizzata ufficialmente - con cui è possibile investire su uno o più appartamenti partendo da un capitale minimo di 50 euro. A due anni dal lancio, conta 50mila utenti di 90 diverse nazionalità e 25 milioni di euro investiti su 101 immobili.

Questa modalità “crowd” di investimento si è rivelata attrattiva anche per gli utenti italiani, circa 2mila: Milano e il suo hinterland sembrano essere, al momento, la zona di maggior interesse, con una costruzione finanziata da 516 utenti per 413mila euro in area Bocconi e una in fase di acquisizione in area Bovisa per 179.500 euro.

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