Combattere i tumori con i geni modificati. Genenta, startup italiana con sede al San Raffaele di Milano e un’altra appena aperta a New York, chiude la sperimentazione preclinica e dà il via ai test sull’uomo: al paziente saranno prelevate cellule staminali e sarà introdotto al loro interno il gene che produce una proteina anti-tumorale. Un approccio terapeutico sviluppato dal professor Luigi Naldini, cofondatore e capo scientifico dell’azienda.

Genenta ha recentemente annunciato la conclusione di un secondo finanziamento da 7 milioni di euro che ha portato la raccolta fondi, insieme al primo round del 2015, a 17 milioni di euro. La prima tranche ha reso possibile la ricerca sul mieloma multiplo (un aggressivo tumore del midollo), che arriverà alla fase di sperimentazione clinica nei primi mesi del 2018. E, grazie alla seconda, i test saranno estesi anche ad un’altra forma di cancro.

Novità anche nell’organizzazione: a Pierluigi Paracchi, amministratore delegato e presidente, si aggiungerà nel cda Guido Guidi, già Head of Pharma EU per Novartis. Responsabile medico e supervisore sarà l'americano Carlo Russo, ex capo della ricerca della multinazionale GsK. Diventa invece membro del Scientific Advisory Board anche Kenneth C. Anderson, presidente della American Society of Hematology, professore di medicina ad Harvard e membro del Dana Faber Cancer Center.

Entro i prossimi di tre anni dovrebbero arrivare i primi dati sulla sicurezza del farmaco e, in caso di risultati positivi, anche la conferma della sua efficacia.

Vuoi vedere altre news?

Per partecipare attivamente è necessario farsi riconoscere, accedi o registrati anche con i tuoi account social.