Non solo tecnologie nè solo competenze e nemmeno la somma di questi elementi ma qualcosa di più organico e sistemico: è una cultura dell’innovazione, l’elemento imprescindibile per le imprese per poter affrontare la digital transformation.

Un quadro dello sviluppo delle organizzazioni in tal senso ci arriva da un rapporto redatto da CapGemini: The Discipline of Innovation, segnalato e commentato da un articolo di Flavio Fabbri.

Il dato principale è che le aziende sono in ritardo nella costruzione di un nuovo modello organizzativo caratterizzato, appunto, da una cultura dell’innovazione che influenzi processi e ruoli, in particolare relativamente al management ovviamente.

Non a caso la ricerca ha preso in considerazione le caratteristiche della diffusione degli Innovation Center, quale “cartina al tornasole” di questo processo di trasformazione.

Il tasso di crescita è intorno al 30% ma la percezione e la valutazione registrata dagli intervistati descrive uno scenario ancora in pieno sviluppo, in cui proprio la trasformazione dei pillars dell’innovazione rappresenta l’aspetto più critico.

Tre quarti degli intervistati, ad esempio, gestisce l’innovazione con un dipartimento dedicato senza un coinvolgimento globale formalizzato, ovvero senza un reale coinvolgimento e partecipazione del top management.

Altro elemento di debolezza è rappresentato dalla open innovation che tarda a decollare mentre i dati confermano che chi ha sviluppato partnership con attori dell’innovazione, come start up, ha avviato processi di successo.

Sul piano globale, si conferma il ruolo di player dell’Asia con tassi di crescita doppi di quelli USA.

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