Pannelli solari all’avanguardia, più efficienti e insieme economici, ma soprattutto realizzabili là dove servono alle piccole medie imprese grazie a una semplice stampante. Questo il nuovo modello di business del fotovoltaico proposto da OneSun Inc., start-up Usa, con un progetto da 5,75 milioni finanziato da Regione Lombardia per quasi 3 milioni (fondi POR FESR 2014-2020) grazie a uno degli Accordi per la ricerca previsti dalla legge “Lombardia è ricerca e innovazione. Capofila sarà One Sun italy srl, costola nostrana della società Usa. Come partner di questa scommessa avrà poi il CNST@IIT ovvero il Center for Nano Science and Technolology dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), e Ribes tech, start-up innovativa frutto di una collaborazione tra la Omet S.r.l. di Lecco, specializzata nell’ingegnerizzazione e produzione di stampanti, e lo stesso CNST@IIT. Proprio il CNST@IIT accoglierà il progetto all’interno dei propri spazi a Milano, in via Pascoli, dove peraltro già ospita Ribes Tech e una sede di One Sun Italy srl. Sia RibesTech sia One Sun sono associate a Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C), uno dei 9 Cluster Tecnologici Lombardi.

L’Ad Arese: “Porteremo l’accesso all’energia a milioni di imprese”

Il fotovoltaico rappresenta ormai una certezza del presente, più che una sfida per il futuro. Secondo l’ultimo Global Solar Demand Monitor di GTM Research, ad esempio, il 2017 dovrebbe chiudersi con una crescita del 4% in termini di Gigawatt derivanti da energia solare a livello mondiale. Un aumento che se pur inferiore a quello dell’anno precedente porterebbe comunque il settore a poter sorpassare, in termini di apporto, l’energia nucleare. Il business degli impianti fotovoltaici è cresciuto di conseguenza, e vede la Cina sempre più decisa a giocare un ruolo di primo piano.

Il progetto finanziato dalla Regione punta a scardinare i meccanismi di mercato visti finora. One Sun infatti non propone più la vendita di moduli solari ma di “una fabbrica di moduli”: il progetto si basa su tre assi, ovvero pannelli dalle caratteristiche innovative, una stampante e un inchiostro ad hoc per produrli in loco dove serve, secondo la filosofia del just-in-time. Questo diverso modello produttivo permette dunque di dire addio a impianti fissi e materiali ‘vincolanti’ come vetro e silicio, con una notevole riduzione dei costi. “La nostra è una vera rivoluzione per il fotovoltaico – spiega allora l’Ad di One Sun Italy srl, Marco Arese, già Venture Capitalist del settore -, nessuno finora aveva messo insieme queste tre componenti. I vantaggi sono evidenti: nel mondo ci sono quattro miliardi di persone che non hanno accesso a reti di energia, oppure ne hanno uno inaffidabile. Noi puntiamo a fornire un ‘pacchetto’ comprensivo di stampante, inchiostro, formazione e assistenza a partner locali, che ben conoscono le esigenze produttive di un territorio e che dunque siano in grado di stampare i moduli più adatti alle richieste delle imprese o dei consumatori locali, per fornire loro energia a basso costo svincolata dalle reti”.

Pannelli leggeri, flessibili, economici

I clienti potenziali si trovano in India, Cina, nel Sudest asiatico come in Sudamerica, i numeri potrebbero essere enormi. Basta pensare alle difficoltà che perfino metropoli come Bombay incontrano nel garantire un accesso continuo all’energia alle proprie realtà produttive, a meno che non ricorrano a generatori autonomi, inquinanti e costosi. I moduli One Sun garantirebbero invece un approvvigionamento stabile, a costi infinitamente minori rispetto a quelli necessari a portare nuove infrastrutture energetiche in territori che ne sono sprovvisti.

“Costruire un impianto tradizionale per produrre un MegaWatt di energia costa un milione di dollari – riassume Arese -, dunque per arrivare a 100 MegaWatt occorre investire 100 milioni dollari, mentre il nostro ‘pacchetto’ ha un prezzo di circa 3 milioni. I nostri moduli inoltre sono realizzati su plastica e dunque leggeri e flessibili, nonchè prodotti a freddo, con tecniche che possono essere riprodotte negli ambienti più difficili, e infine progettati per resistere a calore e umidità estremi”. I pannelli del progetto, realizzati grazie a una stampa roll-to-roll, saranno tra l’altro in grado di produrre energia indipendentemente dall’angolo di esposizione. Le novità sono tanto appetibili da avere già portato ad un primo contratto con le ferrovie indiane, per adagiare sui tetti di convogli obsoleti i nuovi pannelli in grado di alimentare così luci e aria condizionata, finora assenti.

“In Italia competenze uniche”

La tecnologia alla base del progetto è tutta made in Italy, sottolinea Arese: “Abbiamo scelto di portare l’idea di One Sun Inc. in via Pascoli, perché qui ci sono competenze straordinarie per quel che riguarda ad esempio l’uso di inchiostro a base di perovskite (Pvk), un materiale dalle grandi capacità optoelettroniche studiato proprio al CNST@IIT che solo tre-quattro centri al mondo sanno lavorare”. Altro compito della struttura al lavoro in via Pascoli sarà quello di testare le stampanti a livello industriale.

Le ricadute sul territorio

Il progetto prevede due fasi. La prima vedrà una tipologia di moduli sul mercato già nel 2018, la seconda lo sviluppo dei pannelli in Pvk: il progetto si candida così anche a far crescere una filiera specifica, fino a realizzare in Lombardia di un Centro di eccellenza per il fotovoltaico di terza generazione, e in particolare un Polo di innovazione per l’utilizzo di perovskite.

Il progetto capitanato da One Sun Italy srl creerà da subito nuovi posti di lavoro. Dieci all’interno della start up, di cui sette di alto profilo (PhD e laureati specialistici) per attività di ricerca e sviluppo, altre due persone con PhD saranno assunte da Ribes Tech. Una buona parte del team ha meno di 35 anni. “Grazie a questo progetto Iit ha già riportato in Italia personalità scientifiche prima emigrate in altri centri di ricerca internazionali – rivendica ancora Arese –, One Sun Italy srl da parte sua cerca specialisti in Chimica, Fisica e Scienze dei materiali”.

Vuoi vedere altre news?

Per partecipare attivamente è necessario farsi riconoscere, accedi o registrati anche con i tuoi account social.