Sarà la medicina di precisione il focus dell’edizione 2018 del premio internazionale “Lombardia è ricerca”. Così ha deciso la giunta regionale lombarda, nella seduta straordinaria di venerdì 12 gennaio, con una delibera che conferma la dotazione ‘da Nobel’ del riconoscimento – 1 milione di euro – e dà via libera anche al nuovo regolamento. La cerimonia di consegna si terrà il prossimo 8 novembre, data della Giornata della Ricerca istituita da Regione Lombardia in memoria di Umberto Veronesi, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa.

Il premio “Lombardia è ricerca”, nato dall’omonima legge regionale 29/2016 e primo riconoscimento erogato da una Regione a livello nazionale, si conferma dunque come un lascito stabile di questa decima legislatura, che ha avuto tra i suoi obiettivi quello di portare al 3% del PIL regionale gli investimenti in ricerca e innovazione. Già in occasione della prima edizione, lo scorso novembre al Teatro alla Scala di Milano, lo sguardo era puntato su possibili evoluzioni: Luca Del Gobbo, assessore regionale a Università, Ricerca e Open Innovation ha annunciato l’istituzione di alcuni premi anche per gli studenti delle superiori. Il regolamento varato prevede comunque alcune novità anche per il vincitore dell’assegno da un milione, oltre che nella composizione della giuria.

LA GIURIA

L’ambito al quale si guarderà per selezionare le ricerche con maggiore impatto sulla qualità della vita dei cittadini – come chiarito nella prima edizione – rimane quello delle Scienze della Vita. La giunta regionale sarà però chiamata ogni anno, appunto entro gennaio, a stabilire verso quale settore particolare delle suddette scienze orientare il premio. In questo caso, la scelta è caduta sulla medicina di precisione, che ha come obiettivo un intervento il più preciso possibile sulle alterazioni specifiche provocate da una determinata malattia in un paziente, grazie soprattutto a screening genetici, metabolici, proteici.

A partire da questa focalizzazione verrà selezionata la giuria di 14 top scientists italiani, anche qui però con alcune novità. I profili saranno identificati da Regione Lombardia sempre sulla base della classifica della VIA-Academy: a loro si aggiungerà come 15° membro il vincitore dell’edizione precedente del Premio, per quest’anno dunque il professor Giacomo Rizzolatti, direttore dell’Unità di Ricerca del Cnr dell’Istituto di Neuroscienze presso l’università di Parma. La composizione della giuria sarà poi a ‘geometria variabile’, ovvero modellata sul tema specifico dell’edizione in corso. In questo caso, vista la scelta sulla medicina di precisione la distribuzione dei giurati prevede 4 membri dell’area Biomedical Sciences, 3 membri dell’area Clinical Sciences, 3 membri dell’area Neurosciences & Psychology, 1 membro per ciascuna delle aree Chemistry, Computer Sciences, Material & Nano Sciences, Natural & Enviromental Sciences. Sarà questa giuria a decretare il vincitore, tra le 10 scoperte che hanno ottenuto il maggior numero di candidature.

LE CANDIDATURE

Come per la prima edizione, non sono ammesse autocandidature. Al premio “Lombardia è ricerca” possono concorrere scienziati in attività e può essere conferito a una singola persona o a un gruppo di ricerca. Le candidature al premio possono essere presentate da tutti gli scienziati compresi nella lista “top italian scientists” di ciascuna delle aree già indicate (escludendo i nominativi che rientrano nella Giuria), se presentano un H-index pari o superiore a 50: dunque da un parterre potenziale di oltre mille ricercatori di eccellenza. Tra le novità di questa seconda edizione, la possibilità di proporre candidature anche da parte delle maggiori Accademie, istituzioni e società scientifiche nazionali, europee e internazionali.

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